domenica 22 marzo 2009

Le Taurus Modello " 18 " e " 30 "



La Taurus Modello "18" e la "18"S ( versione per donna dello stesso ) rappresentano le biciclette di gamma economica del catalogo.
Come spesso accade, la loro minore complicazione tecnica le rende anche più pratiche e più facilmente riparabili.
Le principali caratteristiche che le contraddistinguono sono l'adozione del freno posteriore con tiranteria esterna, posta a destra ( al contrario della maggior parte della concorrenza ).
Il movimento centrale a chiavelle da 40 mm. ( in seguito ridotto a 36 mm. ) con pedivelle lunghe come quelle adottate per il movimento a doppia campana ( in seguito ridotte alla lunghezza standard ).
La corona è da 44 denti con il disegno a tre "T"ed avvitata alla pedivella ( in seguito ridotta a 42 denti con disegno convenzionale e saldata alla pedivella ).
L'adozione del classico movimento senza chiavelle ( con una maggiorazione del prezzo di listino ), la trasformava in Modello "30" .
I pedali sono sempre a bacchetta intera, ma diritti ed a quattro blocchetti. Le leve dei freni ( nei modelli più vecchi ) hanno manopolini di corno come le manopole stesse.
I mozzi hanno l'oliatore di tipo convenzionale e non laterale a vite ed il loro diametro è leggermente più grande di quello dei modelli più lussuosi.
La misura del diametro delle ruote e l'aspetto del carter e dei parafanghi, segue la normale evoluzione degli anni di produzione della bicicletta.
La filettatura può essere doppia ma parallela e solo in colore oro e non doppia centrale con filetto oro e rosso ( o oro e blu per gli esemplari color perla ) che caratterizza gli altri modelli più lussuosi della casa.









sabato 21 marzo 2009

La Taurus Modello " 15 "

Il Modello "15" della Taurus rappresenta il momento di congiunzione tra la tradizione tecnica tedesca, in questa caso rappresentata dall'adozione del freno a contropedale nel mozzo posteriore, con la peculiarità del marchio, cioè l'occultamento dei freni.
La forcella anteriore, infatti, presenta una scavatura e due attacchi per un sistema di frenata a tenaglia ( che pinza il cerchio lateralmente ) comandata da una asta interna al manubrio che si sdoppia centralmente permettendo, così, di essere azionata indipendentemente dalla leva destra o da quella sinistra.
Il mozzo posteriore con freno a contropedale è fissato al forcellone tramite una apposita forchetta che scorre su di un tondino metallico saldato al tubo sinistro del forcellone stesso. Il diametro del mozzo adottato è generalmente inferiore a quello dei tradizionali freni a contropedale ( Torpedo, Styria, ecc. ) venduti come un accessorio supplementare.
L'aspetto estetico della bicicletta rispetta le caratteristiche dell'anno di produzione e varia in base a quelle, ferma restando l'appartenenza ai modelli di lusso.
Le ruote hanno cerchi di legno ( caratteristici delle biciclette, sportive perchè più leggeri, prima dell'avvento generalizzato dell'alluminio ) con pneumatici da 28 x 5/8 x 1/4 ( cioè leggermente più stretti di quelli da passeggio ).
E' bene ricordare che le biciclette Taurus a cavallo degli anni 20/30, adottano la misura delle ruote di 28 x 1/2 ( adottata insieme alla più grande 28 x 3/8 dalla maggioranza dei costruttori ) e solo più tardi, nella seconda metà degli anni 30,
la misura 28 x 5/8 , nata come caratteristica dei modelli da corsa e sportivi, diverrà la regola anche per i modelli da passeggio.






venerdì 20 marzo 2009

Le prime " Taurus" con forcella classica








A cavallo della fine degli anni 20 ed i primi anni 30, la testa di forcella stondata cede il posto a quella con le frecce cromate ( che rimarrà in produzione fino agli anni 70) con impresso anteriormente il logo in corsivo "Taurus".
Nel modello raffigurato la frenata è ancora del tipo che precede il modello 19, cioè con il tratto di leveraggio parallelo al canotto posto esternamente.
Alcune caratteristiche estetiche sono cambiate : il carter è provvisto di disco ed i parafanghi sono di tipo stondato con costola centrale cromata ( come li rivedremo negli anni 40/50 ).
Tali caratteristiche possono essere considerate proprie dei modelli più costosi, quando contemporaneamente altri continuavano ad usare carter senza disco e parafanghi a pagoda.
Bisogna comunque tenere in considerazione il fatto che, dopo 20 o 30 anni di uso continuo, la bicicletta possa avere indotto il proprietario ad un restauro e memore dell'alto prezzo pagato per un modello di lusso, possa essere stata riverniciata dello stesso colore e sostituite le parti danneggiate ( molto spesso i parafanghi ) con ricambi originali della marca ( naturalmente più moderni ).
Altri 40 o 50 anni di uso hanno poi, di nuovo, creato un aspetto antico ed uniforme alla bicicletta che ritroviamo ora.
Questa pratica di un restauro sostanziale delle biciclette di lusso ( il loro prezzo era di 4 o 5 volte quello di una bicicletta " di buon comando" ) l'ho riscontrato spesso nelle Triunph, nelle Bianchi di alta gamma ed anche nelle Taurus.
Questo spiega le svariate tonalità di verde che si riscontrano e l'incongruenza di alcune parti con l'anno di produzione della bicicletta.
A parer mio il collezionista non dovrebbe prendere per buona la bici del nonno ( che magari era di taglia forte ed ha preteso una sella fuori misura, non amava il cambio nel mozzo e l'ha fatto togliere, ha cambiato i pedali interi e non solo le gomme quando si sono usurati, ecc. ) come si presenta al momento del ritrovamento, ma ripristinarla alle caratteristiche indicate dai listini per l'anno di produzione !





















giovedì 19 marzo 2009

Le Taurus con la forcella stondata




Le più vecchie "Taurus" che ho avuto modo di vedere e collezionare, sono degli anni 20 ed hanno tutte una serie di caratteristiche in comune, la prima e più evidente è la testa di forcella stondata come molte altre biciclette di produzione tedesca.
La seconda è l'attacco laterale delle aste dei parafanghi ed i parafanghi stessi che sono del tipo a "pagoda" utilizzato anche dalle biciclette Triunph e Turing, ma più stretto di diametro.
Lo sterzo ha il manubrio ad expander e non a fascetta nel caso riportato nelle foto che corrisponde ad un modello antecedente il 19, cioè con la frenata anteriore interna e la posteriore semi-interna ( dove, cioè una piccola porzione dei leveraggi corre parallela al canotto esternamente, come analoghi modelli della Maino).
I mozzi sono con l'oliatore laterale a vite ma di diametro particolarmente largo ( simili a modelli di Durkoop ) negli esemplari dei primi anni 20.
Il carter tubolare è liscio ed in due parti senza disco e le parti lucide sono nichelate e non cromate. ( Nelle foto questi ultimi particolari sono diversi per un errore di restauro. )
Tutte queste caratteristiche legate al periodo di produzione della bicicletta, si riscontrano in tutti i modelli e non solo nel modello rappresentato.
Ho avuto modo di possedere ed esaminare anche un modello 18, cioè con frenata posteriore estena ed un modello 15, cioè con frenata anteriore a tenaglia e posteriore a contropedale, amboedue con testa di forcella stondata e restanti caratteristiche dell'epoca di produzione.

mercoledì 18 marzo 2009

Originalità delle Biciclette Taurus







































































Alcune caratteristiche tecniche delle biciclette Taurus diverranno, col tempo, un vero
e proprio "marchio di fabbrica", prima fra tutte il movimento centrale a campana da
40mm. con pedivelle lunghe.
Molte fabbriche di biciclette tedesche come Durkoop, Adler, ecc. adottavano il movimento centrale a campana, ma quello Taurus funzionava egregiamente, conciliando robustezza e scorrevolezza, così da rimanere immutato nei decenni !
Altra caratteristica che salta subito all'occhio è l'adozione di pedali curvilinei a sei
blocchetti di gomma appositamente sagomati per consentire la curvatura ed a bacchetta intera (cioè in una unica saldatura ).
Meno appariscente, ma singolare e geniale, il codino smontabile ma appeso al carter
che in sintonia con un forcellino ( anch'esso originale ed immutato nei decenni.. ) rovesciato simile a quelli sportivi e dotato di originali tiracatena a piastrina zigrinata, permetteva un veloce sganciamento della ruota posteriore.
Da ultimi i mozzi, di dimensioni ridotte rispetto alla contemporanea concorrenza, dotati, nei modelli più lussosi, di un oliatore laterale a vite in sostituzione del solito
centrale e maggiormente esposto.
La scelta di tubi ovali e non rotondi, collegati con inpipature interne e saldati a ferro e non in ottone come, negli anni 20/30 era condivisa da diversi altri costruttori, ma protratta fino agli anni 50, divenne anch'essa un altra caratteristica tipica del marchio.
Il tubo posteriore è chiuso ed il canotto reggisella è stretto da un grosso dado che agisce ad expander, in seguito sostituito adottando i canotti stessi di un sistema analogo.